Lo studio della Storia non produce PIL

Ho sempre creduto che, al di là di curricula o di folgoranti carriere, ciò che più qualifica una persona è il suo dire, perché mentre di quelli non sono mai chiari i percorsi, quando parli non hai alcuna protezione, e riveli esattamente quello che sei, ovvero le tue parole riflettono perfettamente la tua ‘nobiltà’ d’animo, o l’esatto contrario, o ancora qualificano le tue capacità mentali! Quanto accaduto qualche sera fa in una trasmissione televisiva esemplifica al massimo grado questa riflessione. In quella trasmissione il direttore di una delle più importanti testate giornalistiche nazionali si permetteva di affermare: “Se uno a 37 anni non si è fatto né casa né famiglia ha dei problemi duri(?)! … Ce la siamo fatta tutti”. E ancora, subito dopo: “A 37 anni uno che non può pagare un affitto è uno che è un fallito, ha dei problemi”.

Non c’è commento adeguato, non perché manchino le parole, ma perché ogni argomentazione rischierebbe di perdere le difese immunitarie! L’unica cosa possibile, forse, è suggerire un rimedio… Si potrebbe ad esempio istituire una sorta di moderna ‘rupe tarpea’ dalla quale gettare tutti i 37enni ed oltre che abbiano ‘problemi duri’, che siano cioè un nocumento per se stessi e per la società, perché cagionevoli, non più fisicamente, quanto soprattutto mentalmente.

Ma il capolavoro doveva ancora andare in onda!

In collegamento dall’Università “La Sapienza” di Roma alcuni studenti del corso di Storia Moderna avevano giustificato le motivazioni del loro dissenso riguardo alla riforma dell’Università voluta dal Governo, rendendo grave offesa al non laureato Direttore. Il quale con grande indignazione, con un italiano aulico, denso di esemplare struttura sintattica, così apostrofava:

“Noi qui in Italia abbiamo la mania di iscriverci alle scienze… alle università umanistiche.. e l’ottanta per cento è un laurificio (?), è un parcheggificio, perché poi uno che si iscrive a Storia Moderna io contesto che… che… io contesto che la Francia abbia, sia diventato il primo paese nel turismo perché i ragazzi francesi si siano iscritti a Storia Moderna, probabilmente perché gli imprenditori francesi…”  E dopo una pausa dovuta a ovvie reazioni in studio, il Nostro continuava:

“Allora che questi ragazzi qui che fanno Storia Moderna insegnino ci vogliano insegnare come far crescere il PIL del Paese è un’arroganza che onestamente non permetto neanche a un ragazzo di vent’anni. Vi ricordo che Montale non era laureato”. Lapalissiana logica aristotelica! Tra l’altro non ricordavo che Montale fosse stato un teorico della crescita del Prodotto Interno Lordo!

Sandro Bernabei

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