Saremo a Sanremo

Sanremo51

…con l’occhio e l’anima di Antonio Scarpello.

Sanremo scandì gli anni della mia infanzia e della mia adolescenza e, indipendentemente dal valore artistico espresso dai suoi testi e dalla sua musica, conserva in quelle melodie, freschi come appena provati, anche se intrisi ormai di nostalgie, i primi incontri fra i sentimenti consapevoli e le canzoni.

Nel mese di Gennaio degli Anni Cinquanta, Sanremo si ascoltava per Radio, anche perché le prime quattro edizioni, dal 1951 al 1954, furono diffuse solo attraverso questo mezzo. Nelle settimane successive alla gara ricordo che mia madre acquistava il Radiocorriere, l’organo dei palinsesti radio-televisivi fino al 2008, per conoscere gli appuntamenti che ogni giorno erano riservati alle canzoni in gara nello “scontro” sanremese: vedo ancora le piccole scritte incolonnate, dove leggevamo i titoli dei brani che di volta in volta sarebbero stati trasmessi; poi, puntualmente, tutti all’ascolto, a condividere o a confrontare i nostri gusti. Come dimenticare Grazie dei fiori, Vola colomba, Buongiorno tristezza, ma anche Usignolo, L’edera, La vita è un paradiso di bugie, Scusami, e poi Nel blu dipinto di blu, Piove, Romantica, prima del tempo della televisione, che per me è datato 1960? Nessuna serata televisiva sarebbe mai rimasta, nella mia memoria, viva come i “ricordi radiofonici”. Sanremo scandì gli anni della mia infanzia e della mia adolescenza e, indipendentemente dal valore artistico espresso dai suoi testi e dalla sua musica, conserva in quelle melodie, freschi come appena provati, anche se intrisi ormai di nostalgie, i primi incontri fra i sentimenti consapevoli e le canzoni.

Forse per questo il gonfiarsi mediatico dell’evento, divenuto in troppi casi goffamente e insopportabilmente elefantiaco e scandalistico, ha finito per indispormi, come un tradimento.  

Oggi Sanremo è davvero un altro evento: niente è più nemmeno accostabile alla manifestazione di allora, se non il nome e la presunta tradizione. Lontani la signorilità e il garbo di Nunzio Filogamo e dello stesso Mike Bongiorno, a favore magari di poco eleganti affabulatori o strilloni: la differenza fra chi porge e chi vende; distante la buona vocalità media dei cantanti rispetto a quella progressivamente più precaria delle “voci suggestive”; perse nel tempo le orchestre dai timbri genuini e le relative direzioni in bianco e nero su sfondi sobri, come in riquadri litografici, cui si sono sovrapposti abbaglianti, ipnotici scenari per le moderne sonorità elettroniche; doping delle illazioni e del chiasso perché il richiamo sia il più pruriginoso e il più vasto, trovate non sempre di buon gusto per rinnovare, per adeguare ai tempi, o piuttosto per assecondare sempre meglio i ragguardevoli interessi di tutto il capannone che si alimenta intorno alla “kermesse” ligure; e spese non sempre virtuose, specialmente se rapportate a questi tempi di crisi.

Tuttavia Sanremo resta Sanremo, a dispetto delle continue modifiche apportate alla formula del concorso: una gara canora nella quale interpreti diversi propongono canzoni inedite composte da autori italiani e sottoposte al giudizio di giurie dedicate o popolari. Sicché, in oltre mezzo secolo, il Festival è stato la ribalta dei nomi più celebri della tradizione italiana di musica leggera, e per questo – se non bastasse il fatto di essere un incontestabile fenomeno di costume ed uno fra i principali eventi mediatici della televisione nostrana -, merita di non essere ignorato.

Perciò per DETTAGLITV il Webmaster Antonio Scarpello sarà nel vivo della competizione sanremese: si aggirerà con l’obiettivo della sua telecamera, con la sua curiosità e la sua reattività pronta, per regalarci ogni giorno le tessere più adatte a ricostruire in modo interessante e personale questo 61° evento della Riviera.

Amato Maria Bernabei

Download: SAREMO a SANREMO

Una sintetica storia del Festival di Sanremo si trova sulle pagine dell’enciclopedia libera della Rete: 

http://it.wikipedia.org/wiki/Festival_della_Canzone_Italiana_di_Sanremo

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