Il duello rusticano… Vasco e Liga a colpi di “manico”

Vasco Rossi Ligabue

Grandi temi della moderna sottocultura, vitali questioni per la storia della musica… sarà più grande il piccolo Vasco o il piccolo Ligabue…? È solo questione di millimetri per misure così ridotte… Dedichiamoci alla musica seria, non all’urlo delle piazze e agli stridenti acuti delle chitarre rockettare. E soprattutto trattiamo temi più decorosi e lasciamo perdere la demenza.

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Una forma di giustizia privata, dalla quale erano escluse le donne, risolveva le violazioni della “cavalleria rusticana”, il codice d’onore della gente di campagna del Mezzogiorno d’Italia fino ai primi del Novecento (la celebre opera di Mascagni è del 1890): armi, il coltello o il bastone.

Qualche settimana fa la sottosviluppata, incolta musica delle piazze del mediocre rock, ha riproposto la scomparsa tradizione: arma, il manico delle chitarre; duellanti, nientemeno che i due “grandi” striduli e ineleganti interpreti di un certo gusto musicale deteriore: Vasco Rossi e Ligabue; veicolo pubblicitario, Facebook, sito secondo solo a Google. Il primo sospetto nasce proprio da quest’ultimo dato: la pubblicità non è mai troppa e i due personaggi hanno trovato una forma idonea per balzare in primo piano. Ne avevano bisogno? Evidentemente sì. Perché? Per quanto già detto: ogni iniezione di propaganda fa sempre bene all’immagine e alle tasche. Le allodole sono a stormi infiniti e gli specchietti per cacciarle seminano stragi… Si sa (e se non si sa, leggendo si saprà) che per attirare le allodole nelle maglie si fa uso di uno speciale congegno a specchi che, illuminato dal sole, inganna questi vivaci volatili terragnoli, che mai si posano sugli alberi.

Francisco Goya, Duello rusticano (1820-1821)

Come allodole sono gl’ingenui, che abboccano lusinghe e prospettive per qualche aspetto allettanti. Nel caso specifico del minacciato duello, in cui il guanto della sfida lanciato da Vasco Rossi al “caro Liga” ha sentenziato devi mangiare ancora un po’ di polenta prima di poterti confrontare con me, è stata la “Rete”, non gli specchietti, ad attirare… nella rete gli sprovveduti. Che se tali non fossero, non rimarrebbero impigliati in “problemi” di così modesta entità a confronto di quelli gravi che l’orizzonte internazionale profila da ogni direzione, o ripiegherebbero su evasioni di spessore più rilevante.

Povera umanità di topi dietro gli innumerevoli pifferai che la orientano dove il loro interesse è più largo! E povera qualità dell’arte nelle mani di pifferai senza labbro, che solo per “subdola magia” possono trasformare in note da incantesimo i loro suoni ruvidi e trascurati!

Attenta umanità, che lo stonato “flauto” di Vasco Rossi mira solo… al cuore, “la mattina all’alba, dietro il convento delle Carmelitane Scalze”.

http://www.spettacoliblog.it/2011/04/12/vasco-a-ligabue-su-facebook-devi-mangiare-ancora-un-po%e2%80%99-di-polenta-prima-di-poterti-confrontare-con-me/

Amato Maria Bernabei

Apri e salva: Il duello rusticano

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