Così parlò Benignuštra

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Ma poi quando lo spettacolo comincia,
si può scherzare su tutto, ma non sulla poesia
(H. de Balzac, citato da Benigni,
ma senza riferimento: con Balzac è come cercare un ago nel pagliaio…)
Dunque Benigni non fa show, ma si atteggia sul serio a… docente!…

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“chi se ne intende” dà ad intendere a chi non se ne intende
di essere di fronte a uno che se ne intende

 

Benigni palpa Baudo

 

 

Visto che ci sono siti che fanno a gara a pubblicare le “grandi frasi” di Benigni, come fossero “massime del massimo” fra gli autori di aforismi, senza nemmeno accorgersi che il novello Wilde saccheggia, non di rado, il pensiero altrui, non avendo nemmeno l’onestà intellettuale di citare la fonte [1], ho pensato di sottoporre all’attenzione degli appassionati un vero e proprio “sordilegio” [2] del risibile eloquio del comico toscano, le cui spropositate ricompense per un tale “servigio” vengono giustificate da qualche “buontempone” con l’appello alla meritocrazia! Se Benigni ha meriti culturali, Pappagone era Einstein…

Buona lettura, dunque e buon apprendimento… 

1. Ci ho tutti gli organi del corpo umano che si muovono pe’ conto suo, non li controllo! Propo l’emozione quando le cose si sentono, e allora propo si sentono, non c’è niente da fare
2. “Eravamo sicuri che fosse lui [si allude a Mastella], non sc’eravamo disce  e dire, poi… i Dicoo… e poi le co’ quant… quante ne abbiamo passate, e tutte quelle cose, che tutti fanno, la signor… u, una cosa ‘mpressionante, gli omosessuali, e quando fanno le, io ti di, tutti parlano di sesso dalla mattina alla sera… Buttiglione!” (DFP [3])
3. Allora si diceva Berlusconi, e in questi giorni ma io dic ma… un ma casì, ma l’energia che ci ha quell’uo! Io veramente viè… volevo dire, oh eh…
4. …ma propio la gioia propo la devo esc buttà fuori ‘n qualche maniera… Ecco, e allora dicevamo, se voi cinque minuti, per ricollegarsi e sapere appunto dai i sentimenti di ieri e quelli di oggi, perché sempre noi siamo, come si collegano
5. Prodi… e vive sui senatori a vita! Infatti lo, ne parlano co a ogni legge: se non ci fosse il voto dei senatori a vita, che la Destra i senatori a morte, aaahhh oh aahh!
6. Icaro, come tanti di voi ricorderanno, è quel personaggio della mitologia Greca, figlia di Dedalo, no, che erano rinchiusi nel labirinto
7. Mi viene in mente ora. Questa legge che oggi alla vaticana, alla tedesca, il referendum, il referendum… Lo sapete que… ma ci dice gli Italiani… mi viene in mente ora…
8. Calderoli scrisse la legge scritta da lui
9. Quando lascia Gesù a San Pietro, tutti noi, è indimenticabile, è una frase iscritta nel, ne ne no, per sempre nell’umanità
10. …dove avevano preso delle ragazze squillo a base di cocaina eh!
11. Aeh, Sircana arrivò eee di notte tutto scarpigliato
12. Noi entriamo il quinto Canto, diciamo, dell’Inferno, pe’ fà vedere il sesso come si richiama ai tempi nostri, com’ha che vedere con la nostra, che po’ naturalmente io ho parlato ora, volevo dire, di questi aspetti meravigliosi dell’Italia
13. Ma noi abbiamo fatto, proprio dobbiamo dimenticarci da dove si viene, perché di quando un popolo non pensa più al suo passato è pronto per la disperazione, no?
14. Questo Paese piccinino nel mondo, i regali che gli ha dato il cielo, chi c’è, qualcosa che… c’è e non c’è, va bene tutto
15. L’Italia ha inventato tutto ciò che è moderno, vivo e vero16. S’è ‘nventato la i, il Barocco, il Manierismo e la le le le le l… l’introspezione, la prospettiva, l’affresco, gli gli gli gli… tu… ma volevo… tutte invenzioni italianeee, non c’è rimasto niente dopo
17. Qualsiasi intellettuale è un’emanazione di un’invenzione italià
18. Non parlo delle invenzioni e senvì co(?) il Purgatorio, la Filosofia! [4] Pensate che s’è pensato, i pensatori…
19. L’Italia è l’unico luogo al mondo dove è nata prima la cultura e poi la nazione [5]
20. Non ci sarebbe neanche Shakespeare senza gli Italiani [6]
21. Non potete sapé quanta gente impara l’Italiano per leggerla in originale, più di quelle che pensiate! [7]
22. Un conto è restare bambini, ma un conto è ritornare bambini. Una co… quello che ci ha… ci fa divertire, ci fa intrà dentro, ci fa vedere delle cose come non abbiam… Prima di tutto s’è occupato, Dante […della vita]…
23. Ci dice Dante che ognuno di… che Dio ha bisogno degli uomini, non gli uomini hanno bisogno di Dio! […] ci dice che si può ‘ndare in… contro e verso la divinità anche senza credere in Dio
24. La moratoria sulla pena di morte è unà… tutte queste cose… e (Dante) ci ha ‘nsegnato, ci ha ‘nsegnato come nel vangelo la pietà, l’amore disinteressato, la nostra unicità… Le dittature, nazismo, fascismo, comunismo, la cosa che più temevano era l’individualismo e l’amore disinteressato. Tenete sempre a conto che nun c’è nessuno come voi. La la dote che più amano le dittature è il conformismo, e invece sì, la solidarietà insieme, ci dice Dante d’avere amore e conoscenzaa… [8]
25. Ci son delle parole sacree, sacre la cui violazione è una specie di sacrilegio, che i poeti riportano, delle parole meravigliose, come che c’è la politica a volte ne fa un usoo, così, grigio, per intrighi, per cose che nun ci riguardano
26. Dante non è che è un poeta cristiano, ma senza la storia del Cristianesimo, bisogna entrare nella testa dell’autore, no?
27. Anche se non siamo fatti di Dio, siamo fatti… da Ddio, siamo fatti di Dio, nel senso che fa parte di noi, del nostro DNA. Non ci ho bisogno di sapere se Edìpo è esistito, o no, o no, per capire che è dentro di me, le mie ossa, fa parte di me, e quindi bisogna conoscere queste cose qua. E s’entra dentro, con Dante, disciamo, a questo grido che c’è nel Vangelo, si fa aiutare; e il Signore dice, secondo Dante, non è che ce l’ha messe difficili per andare all’altezza: l’amicizia e l’amore, Virgilio e Beatrice
28. Eh… Allora, quando entra dentro Dante se lee ne nel secondo canto se ne va con Virgil arriviamo al Quinto ch’è facilissimo, [9] e nel terso troviamo gl’ignavi…
29. “Coloro gli ignavi sono quelli i peggio di tutti, propio Dio non li guarderà mai più nella faccia, popio mai per l’eternità, sono coloro che… Dio gli ha dato il dono più grande, il libero arbitrio e noi non lo usiamo, perché è una legge scegliere”
30. “E quindi quando noi in televisione a volte vediamo che abbiamo a volte indifferenza di fronte all’orrore, no, bisogna avere orrore dell’indifferenza…”
31. “E poi, e poi sapere che quando si sceglie il male, quelli che sono i furbi – ora non voglio fare un discorso che il mondo è diviso un bene e un male (che sembra l’Apocalisse), son quelle cose che dice Bush, così che gli fa co… – però è vero che nel mondo ci sono persone per bene e persone per male, nel senso ci son persone che gli piace fare del male…”
32. Dio s’è perso”, Dio “impazziva” per la Madonna [blasfemia], aveva paura che gli dicesse di no, “Dio aveva bisogno di una donna che gli dicesse di sì”, proprio come un uomo…
33. Dopo l’arrivo della Madonna, le donne divennero propio ‘madonne’, si chiamavano madonne…
34. “Cari bambini, ora sentite questa storia che vi si racconta ora, ch’è una delle cose più spettacolari”… Poco prima: “Salutami la troia de la tu mamma, quella puttana di tua sorella…”; oppure:  “E che te freca? Tu te scopi a sorca, io me scopo a fregna, che te freca?” e una serie interminabile di indecenti volgarità… Cari bambini…
35. I Malatesta da Rimini e i Da Polenta da Ravenna, per vevitare la guerra decisero di far sposare la… figlia… di di lui [di chi?] con il figlio di di quegli altri, ‘nsomma, no? E allora, eee, Francesca da Rimini, i Da Polenta da Rimini, che eee, ee, diciamo decise da da Ravenna, che poi divenne da Rimini, ecco, decise che doveva essere data isposa a uno de’ Malatesta
36. Pe’ la prima volta, a tutti gli esseri umani è consentito di visitare la regiota, la regiota, tutta la regione, la remota regione dell’e… dell’eterno corporalmente, fisicamente, non c’era mai stato nessuno prima, eh?  [10]
37. Lei pensava fosse Paolo e gli portò il contratto di nozze, glielo portò Paolo Malatesta. Slei lo guardò per un momento, mise il contratto lì e disse: “Mi sposo sì, volentieri”. Lui la salutò, andò via, poi guardò il contratto e c’era scritto Gianciotto!
38. Quella è la cosa straordinaria, ma… straordinaria, che noi, quanti sentimenti che non abbiamo! E i poeti l’inventano, se qualcuno non l’inventa, non ci soo-noo! Come la pietà cristiana, vi dicevo prima, non son sentimenti che non c’erano prima, eh!
39. Dante “lavorò per un parente di Francesca durante l’ultima fine della sua vita”
40. Eee, e naturalmente Francé, tutta questa storia di Francesca è memorabile perché… la grandezza di questo personaggio, è piena di personaggi femminili, eh!
41. Ma un Papa, non mi ricordo il nome se Gregorio VIII, eh! quando arrivò il culto della Madonna in Italia, della Vergine Maria, e tutti si misero a pregarla perché era un’espressione un po’ meno severa di Gesù o di Dio, no, e gli si rivolgevano tutti alla Madonna, le donne… le donne, prima dell’arrivo della Madonna, pensate ora, uno ci crede o non ci crede non fa niente, ma dico storicamente come cambia la storia dell’umanità! […] Dopo l’arrivo della Madonna, le donne divennero propio “madonne”, si chiamavano madonne
42. Termine fisso d’etterno consiglio vuol dire umanamente, Dio è propio un uomo, come noi, che dice… in un in in un senso, eh! Dice che è dall’eternità che Dio [11] pensa a quella donna, Dio, pensa a salvarci, questa creatura buffa che siamo noi, no?
43. Lui s’è fatto uomo perché gli uomini diventassero Dio!
44. La rugiada dell’Altissimo, come dice il Poeta alle donne, eh! [12]
45. Termine fisso d’etterno consiglio, tutta l’immensa saggezza di Dio s’è persa in quel punto, in quella donna, impazziva, perché temeva che potesse dire “No”. Come tutti noi quando siamo ’nnammorati, una donna deve dire sì
46. C’è addirittura un libro di Platone che si chiama Minosse o Della Giustizia [13], eeeh su suppostoo, scritto da Plat, ee da Platone [14]
47. [Minosse] essendo però anche figlio di Zeus, aveva, la giustizia era la sua qualità, quindi è perfetto come guardiano…  Qualsiasi cosa greca, guardate che anche noi abbiamo ‘nventato persino la retorica
48. Vuolsi così colà dove si puote… Questi son du’ pezzi che… son diventati come un ritornello, nel mondo, quando i poeti diventan popolari, e fanno parte oramai di tutta la nostra immaginazione. È come un’ansa di un fiume, ci, com, son come parole che… chissà da da dove passano pe’ ddiventare così
49. Dante ce l’ha addirittura all’Infeernoo! La pietà che ci dimentichiamo, un sentimento che prima di Cristo non esisteva [15]
50. Io venni in loco d’ogne luce muto: “Per descrivere il buio, dice che la luce non parla: dà un sentimento che non può avere” [16]
51. La poesia è quel luogo dove quando dico io eee un fiume non è solo un fiume
52. Avete visto che volano non solo le gru, anche eee i germani, le anatre, i germani reali, che vanno tutte in fila, fanno uoo, uaa, ua, che cantano come dei lamenti, le vediamo tutti le cos son similitudini popolarissime
53. La vergogna in cui era caduta, la costrinse, storico questo, eh!, [17] ffare una legge diremmo oggi ad personam, una legge per sé, propio dove… disceva… che… eee, i pe, i i chiunque fasceva una cosa lussuriosa, di qualsiasi entità, meee… non era illegale [18]
54. Enea dovea venì a ffà Rroma, e Romolo e Remo, tutte le, tutta l’Italia, tutte… Una, ma nnoi savì ssi vien da una storia d’una bellezza, non potete sapé cchi ssiamo, ogni tanto bisogna guardare come sià, a cchi ssiam, se ne andò. Allora Didone, ma non che se ne andò perché era un farfallone, Enea, perché ddoveva fondare l’Impero, il Papato, [19] tutto ‘nsomma, no?
55. “E vede queste due che abbracciati, abbracciati vola, e lui gli interessa queste due anime” (Benigni parla di Dante che vede arrivare Paolo e Francesca)
56. All’Inferno Dio non si può nnominare [20]. La parola Dio non uscirebbe dalla bocca: è un’invenzione dantesca bellissima, no? Scioè la Perfezione, il Bene Assoluto nel Regno del male sscardi, ci sarebbe un terremoto, quindi uno vuol dire Dio all’Inferno, non gli viene… isce ddi pf pfe, non viene niente
57. E poi ci si ricasca, e segu, è un peso, è un affanno, è un affanno che cci fa vvivere, e che ci, e che però è un peso, e usa propo la parola che… loro lo sentono viscino
58. Sentite questa tersina che anche per chi vvuole, a parte che ci ha mmesso dentro tutte le lettere dell’alfabeto, ma è un celeberrima
59. Dido è il diminutivo di Didone [21]
60. ‘Un potete sapere pelle donne Dante… queccosa ha ffatto, quanto ha, quanto… ha scritto per, per, ma per vediamo dopo, e disce, questa donna
61. Rosso e nero “eran due colori ne’ mmedioevo, quindi sc’è già una trajedia in corso, [22] e disce animal per, dite come… si esprime con che gentilezza quest’anima dannataa! Dannata si esprime…”
62. su la marina dove ‘l Po discende …ma pensate che nne ‘n tutto il mondo leggono questo meraviglioso poema e doe devono andà a vedè nelle cartine cos’è il Po! E noi lo sappiamo, lo vediamo tutti i jorni: è un gran privilejo, è ‘na bellezz! [23]
63. Il corpo! Non dimenticarsi mai che il corpo è grande come ll’anima, e la resurrezione di Cristo lo dimostra: risorge col suo corpo meraviglioso, la prima cosa che ffa mmangia, nel Vangelo di Luco, di Luca, è propio il corpo che è importan…
64. Sentitee e c’è nnel Vangelo una parabola che mi piasce tanto, una delle mie preferite nee, nel Vangeloo di Giovanni, la eeeh, che spiega molto bene questo verso (?) [24]
65. Però llei [l’emorroissa] crede, profondamente, chee… disciamo, ecco, che, non siamo gli unisci padroni di questo mondo, così die, ri, ripeto, si può andare, disciamo che, ehm, l’etica, la maniera di vivere, disciamo, sensa fondamento religioso, voglio chiarire questo…
66. Perché lei [l’emorroissa] striscia, come un verme, che non ha più, è come un verme, striscia sta donna [25]
67. Ma sse ddue anime meravigliose così, che ssi sono amate, con questa gentilezza, amore dignità, grandezza, onore, son finite all’Inferno, noi dove si va? Ma cchi glielo racconta a quelli di là? [26]
68. Sc’io ho amato qualcuno, mi son lasciato andare alla passione per qualcuno, al quale magari, rompendo un patto di fedeltà con qualcun altro, cos’è la passione, cos’è ll’amore?
69. Questa è una storia [quella di Paolo e Francesca] che avea fatto il giro del mondo [27]
70. Pensate che domanda da bambino, da adole, da ragazzoo! Che purezza e che grandezza! Cosa vuol sapere, per noi e per sé, Dante: come si fa a innamoraci? Come avete fatto capire che eravate ‘nnammorato? D’uno dell’altro? (Che stupendo eloquio! Veramente da… Nobel)
71. Non mi tradire, che si ama. Man quell quella fedeltà, ma nnon an an an andare con un altro: quella fedeltà a noi stessi, quando s’ha ppaura, ‘nsomma, quelle cose che ci chiediamo dalla mattina alla sera, se, quel momento, ci son questi ragazzi, scusate se mi piglio, adesso sc’è un via vai di tutte ‘ste cose degli stupefacenti, eh… (Come si fa a formulare il pensiero in questo modo scandaloso?)
72. Il momento in cui ci batte propio il cuore e si disce: “Non ce la fooo!”. Quel momento lì è il dono più grande, propio, che il firmamento ci ha ddato!… il momento più alto de la… sia benedetto… io vi dico… guard, eeh… sia benedetto chi ha ccreato la vita mettendoci il momento in cui non siamo in gradoo di affrontare la realtà: è il momento in cui si diventa grandi, e si diventa… e si diventa grand’ e bbambini e si diventa adulti, è il momento in cui si scei, è il momento in cui si vive, quello, non ve lo fate sfuggire mai! [28]
73. Mentre leggevano e ci fu il bascio nel libro, sciò che accadeva nel libro, Paolo, gli cade il libro
74. Dante è morto perché non regge, perché vede tutta la sua vita  […] Vi ricordate del Padre Nostro  […]  Non ci indurre in tentazione  […]  che ognuno di noi è sempre lì e non si capisce che cosa si deve fare  […] perché l’armonia non è assenza, ma equilibrio di contrasti”. (È uno shock della ragione?)
75. E caddi come corpo morto cade: “Muore come se dicesse: ‘Addio, non ho ca, non s, non, non, non capisco sss fa pi che gam, pe, è que, che la legge è quella’
76. Eee disciamo eee è il no, i, sono i nostri, delle nostre bellezze, sci fermiamo a guardalle anche noi, e anche noi, propio, fermiamosci, così, sserenamente sensa pensare a niente, e ssentiamo, disciamo, la bellezza che, come un fiume speriamo che cci attraversi tutti, semplicissimamente

Accontentiamoci. Le preziose perle “sgranate” sono estratte dalle “spiegazioni” benignesche relative al V Canto dell’Inferno: un solo canto, dunque. Figuriamoci se fossero stati presi in considerazione tutti gli altri “violati” dal “comico Professore comico”!

Qualcuno potrebbe obiettare che le frasi decontestualizzate possono apparire con facilità incoerenti e confuse. Garantisco che nel contesto l’incoerenza e la confusione peggiorano, altrimenti non mi sarei permesso di compilare una scheda del genere. Come assicuro che tutto quanto riportato è ascoltabile direttamente da Benigni, nei suoi “preziosi” dvd messi in vendita per divulgare Dante… (letto in modo più corretto, per incassare Euro, alla faccia della cultura spacciata e non posseduta!). L’ignoranza è evidentemente così ignorante e “candida” (o sciocca) da incidere se stessa su elettronici supporti, e rimanere in vetrina, inesorabilmente nuda e innegabile…

Si tenga presente che quasi tutte le citazioni e le note sono tratte dal volume O Dante o Benigni, saggio pubblicato da Sacco Editore, Roma, nel Novembre del 2011.

Concludo riportando alcuni versi deformati dalla memoria male usata (e dall’incompetenza) di Benigni:

 

E sua nazion sarà di feltro in feltro   [!!!]
invece di
E sua nazion sarà tra feltro e feltro

E ‘l buon maestro a lui: “Perché pur gride?
invece di
E ‘duca mio a lui: “Perché pur gride?

Che per amore al fine combatteo
invece di
Che con amore al fine combatteo

Poscia ch’io ebbi il mio maestro udito
invece di
Poscia ch’io ebbi il mio dottore udito

Tu vuoi saper», rispose quelli allotta
invece di
tu vuo’ saper», mi disse quelli allotta

Et cetera…

Amato Maria Bernabei

 


[1] Basti come esempio il motto “Questo mondo non l’abbiamo in eredità dai nostri padri, ma in prestito dai nostri figli” che troppe pagine della Rete attribuiscono alla mente “geniale” del comico toscano e che è invece un proverbio navajo…
[2] Ho creato il neologismo sull’esempio di florilegio: raccolta di fiori, questo, raccolta di immondizie (dal Latino sordes) il primo.
[3] I Disturbi Formali del Pensiero sono la fuga delle idee, l’idea prevalente, l’idea coatta, la dissociazione, l’inibizione, il particolarismo, la perseverazione. La fuga delle idee è una condizione nella quale i contenuti affluiscono da tutti i lati alla coscienza in un susseguirsi caotico di associazioni, non fondate su di un legame logico fra l’uno e l’altro elemento ideativo, ma su nessi occasionali, sotto l’influenza di stimoli esterni, senza che il soggetto sia in grado di ‘scegliere’ e di coordinare il corso del proprio pensiero
(Treccani: http://www.treccani.it/enciclopedia/pensiero/#1idisturbiformalidelpensiero-1);
“…ciò rende anche l’eloquio fortemente disorganizzato, in una sorta di ‘insalata di parole’ che compromette in modo consistente la comunicazione effettiva”
(http://www.psicologi-psicoterapeuti.info/public/diagnosi_terapie/16.pdf).
[4] Questa è proprio grossa! Gli Italiani avrebbero inventato la Filosofia?
[5] Non è chiaro (o forse lo è, dai riferimenti elencati) se “il Benigni” si riferisca al concetto antropologico (kultur, Gustav Klemm, 1843) o a quello umanistico di cultura (cfr. O Dante o Benigni, Sacco Editore, p. 343, Commenti 11,12): in ogni caso la sua affermazione è frutto, come quasi sempre, di superficialità di pensiero, dal momento che il concetto di nazione è definito dal riconoscersi, di un gruppo, in tutto un bagaglio condiviso, di lingua, costumi, credenze, atteggiamenti, valori, espressioni, ecc., un patrimonio che deve necessariamente precedere la nascita del sentimento di appartenenza, e non può mai quindi seguirlo. A meno che il dotto Professore non facesse riferimento allo Stato, che però è “cosa” profondamente diversa, essendo questo un ordinamento giuridico politico: lo Stato Italiano, quello sì, ha tardato a nascere, per dare alla Nazione, che già esisteva, la fisionomia dell’“entità politica costituita, con una base territoriale” (Treccani minor, vol. XI, p. 659, 1970). Eppure i ragazzi di scuola media, ben preparati, sanno già distinguere fra Nazione e Stato. In un testo per la Scuola dell’Obbligo così Giulio Mezzetti precisa: “Un gruppo umano distribuito su un territorio diventa nazione quando prende consapevolezza dei legami che lo cementano, e si rende conto di avere una propria storia, una propria cultura e alcuni caratteri che lo distinguono dai popoli confinanti” (Giulio Mezzetti, Geografia, La Nuova Italia Editrice, Firenze, 1980, Vol. II, p.104). Consulta pure: http://www.pbmstoria.it/dizionari/storiografia/lemmi/288.htm
[6] Il comico è proprio un ridicolo sciovinista! Dire che Shakespeare non sarebbe esistito se un Italiano prima di lui non avesse “‘nventato” il sonetto è roba da balordo studentino di Scuola dell’Obbligo e nemmeno! Se anche non avesse usato il sonetto (‘nventato dagl’Italiani), Shakespeare avrebbe composto in altra forma, e sarebbe stato sempre Shakespeare. Senza contare che il sonetto elisabettiano dell’inglese è del tutto diverso, nella struttura, da quello di Jacopo da Lentini.
[7] Quanta gente… più di quelle che pensiate… Ci saranno “certo” milioni di persone che imparano l’Italiano per leggere la Commedia… Che esagerazione! L’Italiano deve intanto impararlo Benigni, anche per capire meglio Dante… Perché, mi chiedo, non facciamo tornare a scuola questo pretenzioso saccentello? Ma forse ho capito: ormai il Professore si è a tal punto identificato con il Poeta di Firenze che pensa di essere il “nuovo padre della lingua italiana” e la “rifonda”! Speriamo che presto debba piuttosto “rifonderla”!
[8] Che terribile confusione! Che accozzaglia di pensieri… E la sintassi?…
[9] Che intende dire? Che cosa vuol dire Canto “facilissimo”? E che concetto è stato espresso?
[10] Naturalmente questo non è vero: cfr.Virgilio
http://www.liceozanella.it/multimed/rete/inferi/dante/enea1.htm e Liber scalae Machometi
http://www.homolaicus.com/letteratura/scalae.htm
[11] “Dio è propio un uomo […] che dice che è dall’eternità che Dio pensa a quella donna…” Non c’è male, forma perfetta! Inoltre l’endecasillabo termine fisso d’etterno consiglio significherebbe “umanamente, Dio è propio un uomo, come noi”? Perché anche noi stabiliamo dall’eternità che in una donna s’incarnerà nostro figlio?…  Ridicolo. Ma c’è chi si ostina a ricordarci che Benigni è un genio che non si tocca!
[12] Ma il poeta non lo dice proprio! Questa è un espressione dei Vangeli Apocrifi riferita a Gesù Bambino.
[13] L’opera di Platone è “Minosse o Della legge”: legge e giustizia non sono proprio la stessa cosa!
[14] Strano… un libro di Platone scritto da Platone!… Se non fosse per i milioni che gli danno, certe volte Benigni susciterebbe sincera compassione.
[15] Fino a prova contraria la pietà è uno dei sette doni dello Spirito Santo annunciati già nell’Antico Testamento (Geremia, 11).
[16] Muto di luce significa buio: che c’entra il “sentimento che non può avere”?
[17] Non si è per niente sicuri dell’esistenza di Semiramide! Per lo spettacolo va bene tutto.
[18] “Queste leggende furono copiate da Cresia e smentite dalle scoperte moderne e dalle iscrizioni cuneiformi” (Carlo Dragone, La Divina Commedia, Edizioni Paoline, 1974, Inferno, pag. 61).
[19] Il Papato è “l’istituto storico del Pontificato” (Devoto). Se anche dovessimo supporre che Callisto I (217-222), pontefice con il quale sembra essere nata l’idea del Papato, discendesse da Enea, comunque risulterebbe insensata l’affermazione del Professor Benigni. Se le sue farneticazioni su Enea fossero durate qualche minuto in più, l’eroe greco avrebbe ucciso anche Cristo (“tutto ‘nsomma, no?”), dal momento che Pilato era presumibilmente un discendente di Enea!
[20] Una corbelleria. Basti un esempio per tutti: Le mani alzò con amendue le fiche, / gridando: «Togli, Dio, ch’a te le squadro!» (Vanni Fucci, ladro: Inf., XXV, 2-3).
[21] Semplicemente ridicolo! Dante fa uso del nome Latino, per chiara esigenza di rima.
[22] Interpretazione “memorabile”! Nero e rosso “eran due colori ne’ Mmedioevo” (mentre oggi sono tre!) e per questo c’è una tragedia “in corso”…
[23] Che esegesi!
[24] Benigni sta per raccontare il passo evangelico della donna che perdeva sangue (emorroissa): non è una parabola, non è nel Vangelo di S. Giovanni, ma negli altri tre (sinottici), è assolutamente inadeguato a spiegare l’amore concubino di Paolo e Francesca! Peggio di così…
[25] Paragone con cui si descrivono persone moralmente spregevoli, non gli sventurati. Bisogna poi osservare che nessuno dei vangeli sinottici riferisce questo miserevole strisciare, anzi Luca racconta: “Si fece avanti tremando e, gettatasi ai suoi piedi…”: come avrebbe potuto la donna gettarsi ai piedi di Gesù se fosse arrivata strisciando “come un verme”? Solo fiabe ciarlatane da teatrante.
[26] Il comico vuole dirci che Dio e Dante sono stati ingiusti?… Mette in discussione i Comandamenti? Deforma il pensiero dantesco e cristiano, insomma…
[27] Falso, assolutamente. I Da Polenta e i Malatesta fecero di tutto per tenere nascosta la vicenda, al punto che ci si chiede come lo stesso Dante abbia potuto venirne a conoscenza.
[28] Dunque la grande idea sarebbe questa: dobbiamo fare di tutto per imbatterci in un momento in cui non siamo in grado di affrontare la realtà… perché quello è il momento in cui si vive… Peccato che per molti quello è stato ed è il momento in cui… si muore! Ma in che modo il decantato momento dell’abisso può diventare vetta? È facile, Professore, attribuire qualità senza suggerire modalità! Gli applausi? Sono tanti quelli che hanno bisogno di esorcizzare la debolezza…

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