Gli “uomini” che sputano… saliva o sentenze

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Lo sputo di Totti, lo sputo di Lavezzi, lo sputo di Baudo…  lo sputo dell’opinione. Ci sono sputatori occasionali e sputatori di professione: gli sputatori occasionali sono quelle civilissime persone che, non avendo altri argomenti, espellono forzatamente dalla bocca, all’indirizzo del malcapitato di turno, l’umore rivoltante dei loro microcefali; ci sono poi le tre categorie degli sputatori di professione…      

…alle prime due appartengono sputatori in senso proprio, alla terza sputatori in senso metaforico. [1] Sputano i vecchi catarrosi, che lasciano sugli asfalti gli invitanti espettorati delle loro patologie, sputano i calciatori, animati evidentemente dalla grande sensibilità di mantenere umida la terra dei campi di calcio, e finalmente sputa chi non ha niente da dire e molto da parlare, sostituendo sentenze alla filante saliva. Non ragioniam dei Totti e dei Baudo: portano la “civiltà” stampata nei loro modi abituali, gente per la quale lo sputo è quasi un habitus – se mai liquidiamo la questione chiedendoci come possa l’intelligenza umana farne degli idoli -; lasciamo da parte i decrepiti soggetti affetti da “cimurro” (il virgolettato indica che riferiamo all’uomo una malattia dei cani), le logore età avanzate e villane di vecchi più vicini alle fattezze dei barboni che dei vegliardi; occupiamoci piuttosto delle balde vitalità dei seduttori che battono i tappeti verdi degli stadi da “prostituti” del pallone, e degli sputatori di sentenze.      

Guardare una partita di calcio dovrebbe essere solo un piacevole svago, non certo un disgustoso patire primi piani di sputatori di professione. Eppure i cameraman (in italiano il sostantivo è invariabile) non possono azzardare zumate sui principeschi volti degli attori pallonari, senza incrociare un violento schizzo di saliva, tanto che, se oltre all’immagine gli obiettivi catturassero il resto, i poveri operatori ne uscirebbero con il volto coperto di sputi. E non si può nemmeno tentare una giustificazione appellandosi alla fatica, tanto meno alla carenza di liquido nell’organismo, che dovrebbe portare a trattenere gli umori piuttosto che a disperderli nell’ambiente, perché i lama degli stadi cominciano a sputare al loro ingresso in campo, e non certo per esternazione di simpatia o per difesa nel pericolo, come si dice dei singolari animali peruviani: osservare per credere. Quando poi tale dichiarazione di appartenenza alla bassezza viene usata per esprimere “apprezzamento per l’avversario”, allora lo sport trasforma la sua nobile natura educatrice nell’ignobile opposto. Insomma bisognerebbe trovare un espediente per impedire ai calciatori di suscitare così frequentemente il voltastomaco, in chi li guarda, con le loro ripugnanti  secrezioni.      

C’è poi chi secerne… stupidaggini e sputa con frequenza ben più alta: siamo alla categoria degli sputatori di sentenze, oggi spesso nelle vesti di tuttologi “opinionisti”.      

L’opinionista dovrebbe essere un “commentatore qualificato di eventi politici, sulla stampa periodica o nei notiziari radiotelevisivi” (Devoto). Fa notare Wikipedia che “il termine è stato tuttavia esteso a tutti coloro che esprimono il proprio parere come ospiti fissi in trasmissioni televisive o radiofoniche, senza riguardo alla professione esercitata, o alle competenze sulle materie e gli argomenti oggetto di opinioni”. Oggi dunque l’opinionista è l’esperto del nulla, il professionista del niente. In forza della sua presenza, però, non è più possibile avere ed esprimere opinione, almeno come maniera autonoma di pensare che distingua un punto di vista dall’altro, perché c’è chi pensa per tutti e non si esime dal farlo, essendo sempre profumatamente pagato.       

L’opinionista conosce bene il nulla, sa niente e parla di tutto, si diverte con la dabbenaggine umana, la quale, se le viene mostrata la lisca di un’alice, è capace di vedere il pesce vivo, la quale, per ogni sciocchezza che le viene propinata, stravede, e non si accorge di cullarsi nello scarto del sapere, che è il peggiore dei non saperi. Nessun pollo, purtroppo, è consapevole di essere tale, né certo si rende conto che il grano di cui si nutre è la sua condanna.      

Come il jukebox prende a funzionare ogni volta che venga introdotta una moneta nell’apposita fessura, così il logorroico, incompetente opinionista, “all’introduzione del denaro” prende a sciorinare mille baggianate, e non s’inceppa mai. Ciò che conta, in fondo, è quello che dà a credere, spacciandosi per quello che non è e vantando quello che non sa, e così seducendo la massa dei rimbambiti che gli danno ascolto e credito. Se la gola è libera di parlare, purtroppo è una schiavitù non poterle negare, in certi casi, la parola.      

All’opinionista non importa conoscere la questione di cui tratta: al ciarlatano basta avviare la sorgente inesauribile della sua parlantina perché non ci siano più territori, di attualità o di un certo sapere, che egli non sia in grado di battere; per di più egli guarda spavaldamente in faccia alla vergogna di apparire un fanfarone, qualunque sia il pubblico e qualunque lo spazio da affrontare. Il suo segreto è essere abbastanza eccentrico, non riprendere mai fiato, parlare quindi ininterrottamente, fare la figura dell’uomo colto, essere applaudito.       

Questa è la formula segreta del successo per l’opinionista, che è poi quella universale dei dominatori, per cui gli uomini dipendono spesso non dai migliori, ma addirittura dai peggiori che per qualche motivo particolare trovino la chiave di accesso ai soggetti meno sani, più deboli ed esposti, e ignoranti, quelli che più facilmente riconoscono grandi, uomini che non hanno valore alcuno.      

È il momento di ribellarsi: non facciamoci più sputare addosso.      

  

  

Pare sia di Maurizio Costanzo, uno dei più inguaribili chiacchieroni, il motto “chi poco sa, presto parla” http://www.drzap.it/sapienza_ignoranza.htm.  

Amato Maria Bernabei      

La seconda parte della scheda è quasi la parafrasi completa della satira Il Nullista o… il professionista del nulla, tratta dal Poema polemico-satirico inedito L’infinito piatto, di Amato Maria Bernabei, satira che è possibile scaricare insieme con l’intera scheda.      

Apri e salva:  Gli uomini che sputano     

Chi voglia divetirsi con una video-satira sull’opinionista si colleghi a http://www.youtube.com/watch?v=_IcZDDv_2TI
      


      

[1] Per lo sputo di Baudo si consulti      

http://www.unita.it/italia/pippo-baudo-e-lo-sputo-d-oro-br-gli-costera-100mila-euro-1.282294.

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